Gestire la transizione
Ingresso nel mondo del lavoro, uscita da un istituto, cambiamento della situazione abitativa o lavorativa e trasferimento in una casa di cura. Queste sono tutte transizioni che non riguardano solo le strutture, ma anche le situazioni di vita individuali, le relazioni e l’immagine che una persona ha di se stessa. Qui trovate strumenti utili per una pianificazione tempestiva, un affiancamento professionale e una gestione partecipativa delle transizioni.
Perché le transizioni avvengano nel miglior modo possibile, è opportuna una preparazione tempestiva e partecipativa. Date un orientamento chiaro illustrando aspettative e opzioni, avviando il sostegno necessario e coinvolgendo attivamente la persona interessata.
Si sono dimostrati validi i seguenti metodi:
- colloqui tempestivi su desideri, preoccupazioni e prospettive,
- pianificazione realistica con tempo sufficiente,
- competenze chiare e buon coordinamento,
- stretta collaborazione con familiari, curatori e uffici esterni.
Le transizioni rappresentano un processo. Pianificate con cognizione le fasi di congedo, transizione e arrivo.
Tutti i giovani hanno diritto a una prospettiva professionale idonea. Per un passaggio ben riuscito dalla scuola alla vita professionale – in particolare per i giovani con handicap e bisognosi d’assistenza – sono necessari un orientamento tempestivo, conoscenze reali e una definizione chiara del sostegno sul posto di lavoro o di formazione.
Ecco gli elementi fondamentali:
- Iniziare per tempo: chiarire insieme sin dall’inizio gli interessi professionali e i punti di forza; quindi per tempo e non quando finisce la scuola.
- Permettere di farsi un’idea: organizzare stage di orientamento e praticantati in modo che i giovani possano sperimentare attività concrete e ricevere riscontri.
- Definire obiettivi in modo realistico: pianificare gli obiettivi a piccoli passi.
- Chiarire per tempo il sostegno sul posto di lavoro: chi offre assistenza? Quali adeguamenti servono? Chi è l’interlocutore (azienda, scuola, AI, istituto)?
- Garantire il finanziamento: chi si assume i costi di formazione e mantenimento durante la formazione?
Qui trovate il portale ufficiale svizzero per l’orientamento professionale, universitario e di carriera completo di:
- profili professionali, requisiti, video e liste di controllo per la scelta professionale
- indirizzi degli uffici cantonali d’orientamento professionale e informazione (uffici d’orientamento)
Qui trovate:
- informazioni sui corsi di formazione professionale e scolastica di persone in situazione di handicap
- indicazioni sulla compensazione degli svantaggi e sulle misure di sostegno nel contesto formativo
- orientamento sugli uffici competenti per ogni cantone
L’AI lavora secondo il principio «priorità dell’integrazione sulla rendita» e sostiene i giovani nel passaggio dalla scuola alla formazione e al lavoro. Questo foglio informativo illustra quali strumenti dell’AI potete utilizzare nella pratica, anche insieme alle aziende formatrici.
Qui trovate:
- Accompagnamento: sostegno costante e vincolante prima, durante e tra le varie misure, anche per i datori di lavoro.
- Provvedimenti di integrazione (per persone di età inferiore a 25 anni): aumentare e stabilizzare la capacità di presenza e il rendimento, nonché stabilizzare la personalità, in preparazione alla formazione o all’assunzione di un posto di lavoro.
- Orientamento professionale: accertamenti approfonditi, test e prove pratiche di possibili indirizzi professionali per garantire il contesto adatto.
- Prima formazione professionale: in presenza di determinate condizioni, l’AI si assume spese supplementari dovute all’invalidità (ad esempio per trasporto o ripetizioni).
- Collocamento e job coaching: sostegno nella ricerca di un impiego, nell’allestimento dei dossier di candidatura e nella preparazione ai colloqui di assunzione e acquisizione da parte di potenziali datori di lavoro.
- Lavoro a titolo di prova: grazie a una convenzione chiara, le aziende possono testare i giovani nella quotidianità lavorativa fino a un massimo di 180 giorni.
Provvedimenti d’integrazione professionale dell’AI | Opuscolo | AI | 2024
Il certificato individuale delle competenze (CIC) mette in luce le competenze di una persona, anche se questa non ha conseguito alcun diploma in una formazione riconosciuta. Il CIC documenta le competenze acquisite in forma standardizzata e migliora la capacità di connessione al mercato del lavoro e nel sistema formativo.
Qui trovate:
- un portale specialistico con informazioni sull’impiego e i vantaggi del CIC
- indicazioni sull’impiego del CIC nel contesto della formazione pratica e di altre formazioni non formali
Per i giovani che necessitano di informazioni in lingua facile, qui potete trovare:
- spiegazioni a bassa soglia sui percorsi formativi (AFC, CFP, FoPra, offerte di formazione transitoria)
- indicazioni su come ottenere consulenza e supporto nella ricerca di un posto di tirocinio
Formazione professionale per persone in situazione di handicap
L’uscita da un istituto con il raggiungimento della maggiore età è una sfida per molti giovani adulti. Avvengono contemporaneamente diverse transizioni, spesso con risorse limitate e una rete di supporto instabile. In qualità di specialisti dell’aiuto alla gioventù extrafamiliare, siete chiamati a riflettere sistematicamente sull’accompagnamento alla transizione e sull’assistenza successiva.
I fattori di successo fondamentali per un avvio positivo della vita adulta indipendente sono:
- pianificazione tempestiva dell’uscita,
- affiancamento dopo l’uscita,
- chiarimento della situazione abitativa, finanziaria, formativa/lavorativa e relazionale,
- sensibilizzazione dei team in merito alla situazione dei Care Leaver.
Sostegno specialistico
Il centro di competenza Leaving Care offre consulenza, affiancamento nei processi, supporto del caso, basi e conoscenze per poter accompagnare i giovani in modo ottimale.
In caso di cambiamento nella situazione abitativa, ad esempio un passaggio a un’offerta ambulatoriale, un cambio nell’ambito di un’offerta abitativa o un trasloco a causa di un crescente bisogno di cure, è possibile garantire un buon affiancamento grazie a questi principi:
- pianificare tempestivamente le transizioni, riconoscendo i desideri della persona interessata
- consentire una partecipazione coerente della persona interessata
- coinvolgere familiari, curatori e operatori specializzati
- consentire visite, soggiorni di prova e fasi di transizione
- chiarire le questioni finanziarie
- gestire con responsabilità il congedo e l’arrivo
Come orientamento, qui trovate una breve spiegazione delle diverse forme abitative per persone bisognose di assistenza:
- Forme abitative classiche: appartamento o casa di proprietà con assistenza puntuale (es. Spitex, prestazioni di assistenza)
- Abitazione condivisa: comunità abitative, progetti multigenerazionali, centri abitativi senza prestazioni di cura ecc.
- Abitazioni con servizi socioassistenziali: appartamenti con prestazioni di base e supplementari, referente sul posto
- Centri abitativi decentrati con cura e assistenza intensiva: centri abitativi specializzati per persone anziane, con handicap o demenza
- Forme abitative stazionarie: strutture sociosanitarie e istituti per persone in situazione di handicap in ambienti residenziali
Consulenza per il cambio di abitazione per persone in situazione di handicap
In caso di cambio di abitazione vale la pena rivolgersi per tempo a una consulenza esterna. Le organizzazioni specializzate aiutano a chiarire esigenze, finanziamento e offerte adeguate.
Gli interlocutori principali sono:
- Pro Infirmis – Consulenza per persone in situazione di handicap e loro familiari
- Procap – Supporto per questioni legali e in materia di assicurazioni sociali
- insieme (in francese) – Accompagnamento di persone con disturbi cognitivi
In caso di cambiamenti della situazione lavorativa, ad esempio a causa di nuove condizioni di salute, di nuovi interessi o mutate capacità lavorative, in qualità di operatori specializzati potete svolgere un importante ruolo di supporto.
Le misure consigliate sono:
- esaminare i campi di lavoro adatti insieme alla persona interessata,
- conoscere le offerte esistenti nel primo o secondo mercato del lavoro,
- preparare con cura i cambiamenti e seguire da vicino le transizioni,
- conoscere e coordinare tempestivamente le offerte di sostegno esistenti.
Promuovere la partecipazione professionale
In questa pagina trovate tutte le informazioni sulla formazione pratica e sulla partecipazione delle persone in situazione di handicap.
Al momento dell’ingresso in casa di cura, in qualità di operatori specializzati svolgete un’essenziale funzione di orientamento e accompagnamento per ospiti e loro familiari. Grazie a una preparazione accurata potete creare sicurezza, chiarire le aspettative e gettare così le basi per un inizio positivo nel nuovo contesto di vita. Ecco i punti principali:
Chiarire finanziamento e competenze
- Chiarite chi si assume il finanziamento delle cure (LAMal, prestazioni complementari, finanziamento residuo cantonale).
- Chiarite le competenze in caso di ammissioni sovracantonali o se l’istituto non si trova nel luogo di domicilio attuale.
- Informate per tempo sulle possibili conseguenze finanziarie.
Avviare un processo strutturato di registrazione e ingresso
- Pianificate un colloquio personale prima della stipula del contratto per chiarire esigenze, aspettative e domande in sospeso.
- Fornite informazioni trasparenti su prestazioni, routine quotidiana, partecipazione e regole dell’istituto.
Redigere un contratto di pensione scritto come base legale
In caso di degenza prolungata in un istituto di cura è necessario un contratto scritto di assistenza o di pensione, che disciplina in modo vincolante le prestazioni dell’istituto e il compenso dovuto.
Buono a sapersi:
- Il contratto di pensione non è un contratto di locazione, bensì un contratto di accoglienza ai sensi del Codice civile.
- Resta valido anche in caso di insorgenza dell’incapacità di discernimento.
- Per le persone incapaci di discernimento, il contratto deve essere firmato dalla persona con diritto di rappresentanza secondo il sistema a cascata (art. 378 CC).
Un contratto di pensione disciplina tra l’altro:
- prestazioni alberghiere e di cura
- tariffe e fatturazione
- termini di disdetta (anche in caso di decesso)
- diritti e obblighi dei residenti
- gestione dell’incapacità di discernimento, del mandato precauzionale e delle direttive anticipate del paziente
- protezione dei dati, libertà di movimento e altri ambiti sensibili
Questo modello
- soddisfa i requisiti legali minimi del diritto di protezione degli adulti (art. 382 CC),
- contiene pratici moduli di testo per la prestazione e il compenso,
- può essere adattato alle esigenze cantonali e aziendali.
Sempre più persone in situazione di handicap permanente raggiungono un’età avanzata. Con l’aumento del fabbisogno di cure, anche il trasferimento a una struttura sociosanitaria acquisisce importanza. Se questa transizione viene seguita con attenzione, si aprono spazi d’azione per tutte le persone coinvolte.
Fondamentali per una transizione ben riuscita dall’istituto alla casa di cura sono:
- accompagnamento coerente con la vita della persona interessata,
- garanzia di autodeterminazione e qualità della vita,
- stretta collaborazione tra tutte le parti coinvolte.
Questa scheda informativa offre un’introduzione alla gerontologia con particolare attenzione alle persone in situazione di handicap permanente, alle loro situazioni di vita, ai loro desideri e alle loro esigenze in età avanzata.