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PaginaOrganizzare il fine vitaOrganizzare il fine vita Come potete organizzare il fine vita nel vostro istituto perché sia dignitoso e accurato? Quali concetti collaudati potete adottare e quali disposizioni legali dovete rispettare? Qui trovate indicazioni pratiche sulla gestione del suicidio assistito, sul consolidamento delle cure palliative e sull’introduzione della pianificazione sanitaria anticipata. Suicidio assistito CURAVIVA Dovete o potete – a seconda delle normative cantonali – consentire l'eutanasia nel vostro istituto. Come si procede? Cos’è il suicidio assistito? A una persona che dà il proprio consenso al suicidio viene data la possibilità di disporre di una sostanza mortale, che assume o utilizza da sola senza alcun intervento esterno. Il medicamento viene prescritto da un medico dopo aver chiarito la situazione e i motivi che inducono la persona a voler morire. Quali disposizioni legali sono in vigore per la mia istituzione? Le disposizioni sono regolate a livello cantonale. Si informi in merito presso il suo Ufficio cantonale per la salute. Ci sono due scenari: L’istituzione deve consentire il suicidio assistito all’interno della sua struttura e non può ostacolarlo. L’istituzione decide se rifiutare il ricorso all’eutanasia nella sua struttura (in determinati Cantoni è possibile nella misura in cui l’istituzione non sia sovvenzionata con fondi pubblici) oppure se lo consente. Il suicidio assistito è punibile in Svizzera se è effettuato «per motivi egoistici». Se questo è il caso, in base all’art. 115 del CP può essere punito con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria. Le organizzazioni come Exit o Dignitas non sono passibili di pena poiché non agiscono per motivi egoistici. Esse sono tuttavia tenute a rispettare le direttive concernenti gli accertamenti preliminari (per le direttive precise si informi p.f. presso le organizzazioni). Come reagisco in veste di specialista a una richiesta di suicidio assistito? Come dipendente di una residenza medicalizzata è sua responsabilità prendere sul serio il desiderio di una/un residente di un suicidio assistito e reagire con comprensione. È importante ascoltare la/il residente e trasmetterle/trasmettergli empatia. Ogni professionista della salute è però libero, nell’ambito della decisione personale, se vuole o meno prendere parte attivamente all’organizzazione del suicidio assistito. Se la richiesta della/del residente persiste nel tempo, lei può chiedere un sostegno per la presa di contatto con un’organizzazione di aiuto al suicidio come Exit o Dignitas oppure lasciare questa incombenza alla persona stessa o ai suoi congiunti. Se il contatto è già stato stabilito, può assistere la persona nell’ulteriore comunicazione con l’organizzazione. Tenga presente che il sostegno a un suicidio assistito è un tema complesso sotto il profilo etico e pone diversi quesiti legali, morali ed etici. Le raccomandiamo di mettersi in contatto con personale specializzato nel settore medicina palliativa, etica e diritto, per essere certo che tutti gli aspetti aventi una particolare rilevanza siano stati presi in considerazione e che le leggi e le disposizioni vigenti vengano rispettate. Si informi su tutto quanto riguarda la presa di contatto con i relativi specialisti presso il suo Ufficio cantonale per la salute. Lo stesso concetto vale qualora intendesse mettere a disposizione delle informazioni affidabili sul tema del suicidio assistito (per esempio durante la fase di preparazione del contatto con le organizzazioni di aiuto al suicidio) e assicurare che sono note delle alternative, come un’assistenza palliativa (per esempio tramite il ricorso a una/un medico di famiglia o a una/un medico dell’istituzione o a un team palliativo). Importante: lei è tenuto a riconoscere la particolare necessità di protezione dei diretti interessati. Si tratta per esempio di riconoscere la particolare pressione sociale che interviene quando si è confrontati con la richiesta di un suicidio assistito (per esempio da parte dei congiunti, dei conoscenti o del personale) oppure con una limitazione della capacità d’intendere (per esempio a causa di una evidente depressione o di un danno cognitivo). Nel dubbio è raccomandabile coinvolgere una/un medico di famiglia. Vige un obbligo d’assistenza nei confronti delle/dei residenti. La cura e l’assistenza delle/dei residenti che desiderano il suicidio non possono perciò essere rifiutate in nessun momento. Se la persona soffre di persistenti sintomi depressivi, di malumore o di angoscia, dovrebbe essere sempre richiesto, indipendentemente dal desiderio di morire, l’intervento di una/uno psicoterapeuta o della/del medico di famiglia. A cosa deve fare attenzione l’istituzione? La persona che desidera morire e che organizza in linea di massima autonomamente il contatto con l’organizzazione di aiuto al suicidio, dovrebbe però ricevere, se lo richiede, il sostegno per la presa di contatto da parte del personale di assistenza e di riferimento che collabora con l’istituzione (p.es. con cure, specialisti dell’attivazione, volontari). Se la persona che desidera suicidarsi dispone di una casa propria, per l’attuazione del suicidio deve in linea di massima tornare a casa sua. Un suicidio assistito può aver luogo solo nei locali delle cure di lunga durata e se può essere organizzata una camera singola. L’aiuto al suicidio non dovrebbe mai essere praticato in una stanza occupata da più letti, in una stanza per attrezzature, in un soggiorno o in una stanza da bagno. Alla polizia chiamata successivamente deve essere assicurato un semplice accesso al luogo del decesso. Il personale non mette a conoscenza anticipatamente le/gli altre/altri residenti del suicidio assistito pianificato. Se la/il residente che desidera suicidarsi informa di sua iniziativa le sue/i suoi coresidenti di questa intenzione, si dovrebbe, a seconda della dinamica, prendere in considerazione la possibilità di adeguate offerte di sostegno quali, per esempio, una tavola rotonda per le/i coresidenti, un sostegno psicologico da parte di una/uno psicoterapeuta, di una/uno psichiatra e un’assistenza spirituale. Che ruolo svolge il personale di cura in caso di suicidio assistito? A tutto il personale è vietato per legge qualunque tipo di partecipazione all’attuazione di un suicidio (p.es. alla somministrazione del medicamento). Questo vale anche per le collaboratrici e i collaboratori volontari e i congiunti. Su richiesta della persona che desidera morire, al suicidio può essere presente volontariamente un membro del personale di cura. Al personale è consentito l’accompagnamento della persona che desidera morire e quindi la presenza in caso di suicidio assistito, con l’aiuto dell’organizzazione incaricata. Non può, però, essere obbligato. Cosa succede dopo? L’organizzazione di aiuto al suicidio informa la polizia che decide le modalità per il rilascio della salma. Dopo l’attuazione di un suicidio è necessario predisporre un adeguato accompagnamento e l’assistenza delle/dei coresidenti rimasti, del personale e dei congiunti. Nell’ambito della commemorazione si presenta spesso la questione sul tipo di morte. D’accordo con la persona che desidera suicidarsi e dei congiunti bisogna parlare apertamente del suicidio assistito. Quali alternative ci sono al suicidio assistito? Cure palliative Digiuno terminale (in inglese) Il suicidio assistito negli istituti per persone bisognose dassistenza | Documento di riferimento | CURAVIVA | 2018 pdf, 201.1 KiB Download Cure palliative CURAVIVA Le cure palliative accompagnano le persone affette da malattie incurabili e limitanti in modo globale, con l’obiettivo di preservarne o migliorarne la qualità di vita. Nelle strutture sociosanitarie è una componente centrale dell’assistenza. Le cure palliative ben radicate fungono da sostegno per i residenti, i loro familiari e i collaboratori e aiutano a condurre una vita dignitosa fino alla fine. In qualità di operatore specializzato, come faccio ad approfondire le mie conoscenze sulle cure palliative? Su queste piattaforme potete trovare offerte per specialisti mirate alla formazione professionale e continua, e volte allo scambio di conoscenze del settore. Potrete sviluppare così in modo sistematico le vostre competenze in materia di cure palliative.Rete e offerte di perfezionamento nelle cure di lunga durata Dove posso trovare strumenti e fondamenti utili sulle cure palliative? I seguenti factsheet offrono sostegno nell’attuazione, nella formazione e nella collaborazione interprofessionale nell’ambito delle cure palliative: Cure palliative – L’essenziale in breve | UFSP→ Panoramica dell’impiego, delle forme e delle misure principali delle cure palliative Cure palliative nelle strutture sociosanitarie | CURAVIVA→ Esempi pratici e spunti per la collaborazione interdisciplinare Pianificazione sanitaria anticipata (PSA) CURAVIVA La pianificazione sanitaria anticipata serve a garantire che i desideri dei residenti riguardanti il loro trattamento medico siano espressi, documentati e attuati nella pratica. La PSA aiuta a decidere in modo trasparente, lungimirante e nell’interesse della persona in questione, soprattutto in caso di malattia, crisi o incapacità di discernimento. La pianificazione sanitaria anticipata offre questo valore aggiunto Chiarezza su obiettivi terapeutici, desideri e limiti dei residenti Sicurezza per il personale nelle decisioni mediche Sostegno ai familiari e alle persone con diritto di rappresentanza Basi decisionali affidabili per le situazioni di emergenza Ecco come attuare una pianificazione sanitaria anticipata nel vostro istituto La pianificazione sanitaria anticipata è un processo continuo che può essere organizzato sistematicamente nelle strutture sociosanitarie. Si è dimostrato efficace un approccio a sei livelli: Colloquio inizialeAl momento dell’ammissione si chiarisce se la persona è capace di discernimento, se esistono già direttive anticipate del paziente e chi ha eventualmente diritto di rappresentanza. Processo di consulenzaIn un colloquio sulla PSA o in una consulenza in materia vengono discussi valori, desideri e aspettative in merito al trattamento medico insieme al residente e, se indicato, ai familiari o alla persona con diritto di rappresentanza. Processo decisionaleGli obiettivi e le preferenze terapeutiche (es. per ospedalizzazione, rianimazione o terapia intensiva) vengono definiti e validati da un medico. Trasmissione di informazioniLe decisioni prese vengono messe a disposizione del team di cura e assistenza e integrate nella documentazione di cura. ApplicazioneIn situazioni acute o di emergenza, gli accordi documentati fungono da base decisionale vincolante. RivalutazioneLa PSA viene verificata regolarmente e modificata all’occorrenza, in particolare in caso di cambiamenti dello stato di salute o della situazione di vita. Ogni istituto deve offrire attivamente ai propri residenti un colloquio sulla PSA o una consulenza in materia al momento dell’ammissione e dopo cambiamenti rilevanti dello stato di salute. Se una persona è incapace di discernimento, viene conseguentemente coinvolta nell’intero processo la persona con diritto di rappresentanza. Questi strumenti vi offrono supporto nell’attività quotidiana Qui trovate una guida pratica per l’attuazione della PSA nel vostro istituto, modelli e offerte di consulenza per le direttive anticipate del paziente, nonché un orientamento medico, etico e legale per la gestione delle decisioni in caso di rianimazione. Pianificazione sanitaria anticipata nelle case di cura e nelle case per anziani | Guida per l’attuazione | UFSP, ASSM | 2025 pdf, 2.5 MiB Download Reanimation in Pflegeinstitutionen | Auslegeordnung | CURAVIVA, CURAVIVA Basel-Stadt | 2019 pdf, 267.4 KiB Download Réanimation en EMS | État des lieux | Brochure | CURAVIVA, CURAVIVA Basel-Stadt | 2019 pdf, 264.1 KiB Download Vorlagen und Beratung zur Patientenverfügung | SAMW Per saperne di più Modèles et conseils relatifs aux directives anticipées | ASSM Per saperne di più Autonomia Etica Collaborazione interprofessionale Diritto di protezione adulti e bambini Competenze Qualità di vita Partecipazione Atteggiamento orientato alla persona Diritto Autodeterminazione Raccomandare questo contenuto Newsletter Non si lasci sfuggire le ultime novità! Abbonati0%
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PaginaLavorare con i familiariLavorare con i familiari I familiari sono una risorsa importante – sia per i residenti sia per i professionisti. Affinché una collaborazione con i familiari sia proficua, è necessario definire chiaramente le condizioni quadro, condurre colloqui da pari a pari e individuare le esigenze reciproche. Qui trovate suggerimenti concreti su come attuare queste misure nella vostra istituzione. Creare le condizioni quadro CURAVIVA Chiarite in che misura i familiari sono disposti a collaborare, chi funge da interlocutore – sia da parte dei familiari sia da parte dell’istituzione – e se le aspettative e i bisogni reciprocamente espressi vengono soddisfatti. Fate in modo che tutti comprendano il valore del lavoro svolto con i familiari e consolidate il vostro concetto a livello strategico e di personale. Creare le condizioni giuste | Guida | Collaborazione con i familiari | CURAVIVA | 2025 pdf, 154.8 KiB Download Fornire informazioni CURAVIVA Informazioni chiare sulla permanenza nell’istituzione aiutano i residenti e i loro cari in ogni fase: prima dell’inserimento in struttura, dopo l’inserimento e durante la permanenza. Rispondete a domande su assistenza, cura, ristorazione, comunicazione e molto altro ancora. Fornire le informazioni | Guida | Collaborazione con i familiari | CURAVIVA | 2025 pdf, 126.6 KiB Download Condurre colloqui CURAVIVA Il modo più semplice per individuare e confrontarsi sulle proprie esigenze è in fase di colloquio, che si tratti di un contesto informale o standardizzato. Ciò presuppone tuttavia fiducia. Con misure mirate potete creare uno spazio per colloqui in cui sia gli ospiti sia i loro familiari si sentono a loro agio e apprezzati. Svolgere colloqui | Guida | Collaborazione con i familiari | CURAVIVA | 2025 pdf, 152.5 KiB Download Qui trovate degli strumenti di supporto per il colloquio standardizzato iniziale e nel corso della permanenza. Linee guida colloquio iniziale | Collaborazione con i familiari | CURAVIVA | 2025 docx, 33.7 KiB Download Linee guida in riferimento al colloquio durante la permanenza | Collaborazione con i familiari | CURAVIVA | 2025 docx, 25.4 KiB Download Garantire il flusso di comunicazione interno CURAVIVA Affinché nulla ostacoli il libero flusso di comunicazione interna, consigliamo le seguenti misure: chiarite l’obbligo di ritiro/richiesta nella comunicazione; osservate l’atmosfera interpersonale all’interno del vostro team; approfittate di conoscenze interdisciplinari e pianificate i colloqui istituzionalizzati. Garantire il flusso di comunicazione interno | Guida | Collaborazione con i familiari | CURAVIVA | 2025 pdf, 144.5 KiB Download Consentire la partecipazione CURAVIVA Create strutture per il lavoro con i familiari adatte alla situazione, flessibili e trasparenti. Concretamente ciò significa: chiarite l’entità della collaborazione desiderata; offrite uno spazio in cui i familiari possano contribuire con le loro esperienze; accompagnate i processi emotivi con attenzione e fate in modo di strutturare offerte di partecipazione adatte alla quotidianità e accessibili a bassa soglia. Consentire la partecipazione | Guida | Collaborazione con i familiari | CURAVIVA | 2025 pdf, 146.2 KiB Download Gestire i reclami CURAVIVA Nella gestione dei reclami accogliete le richieste, i feedback e i desideri dei familiari e li affrontate per prevenire conflitti. A tal fine vale la pena: stabilire una procedura di reclamo chiara, coltivare una cultura dell’errore costruttiva e avviare tempestivamente colloqui sui conflitti e prepararli in modo ottimale. Gestire reclami e lamentele | Guida | Collaborazione con i familiari | CURAVIVA | 2025 pdf, 146.7 KiB Download Formare il personale CURAVIVA I vostri colleghi devono saperne di più sull’atteggiamento dell’istituzione in riferimento al lavoro con i familiari? Affinare le abilità nel condurre i colloqui? Diventare più critici? Un corso di formazione può essere d’aiuto. Importante: internamente o con l’aiuto di esperti esterni, la formazione deve essere sempre adeguata al livello di conoscenze e competenze del personale. Formazione del personale | Guida | Collaborazione con i familiari | CURAVIVA | 2025 pdf, 83.6 KiB Download Eintritt & Aufenthalt (Kopie) Weitere Informationen finden Sie im Dossier «Übergänge gestalten». Mehr erfahren Vertretungsbefugnis (Kopie) Weitere Informationen finden Sie im Dossier «Integrität schützen». Mehr erfahren Le presenti linee guida sono state elaborate in stretta collaborazione con specialisti e dirigenti delle cure istituzionali di lunga durata, esperti di lavoro con i familiari e la ZHAW (Istituto per la diversità e la partecipazione sociale) in un’ottica pratica. Autonomia Assistenza integrata Collaborazione interprofessionale Competenze Partecipazione Atteggiamento orientato alla persona Diritto Autodeterminazione Raccomandare questo contenuto Newsletter Non si lasci sfuggire le ultime novità! Abbonati0%
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PaginaRafforzare l’autodeterminazioneRafforzare l’autodeterminazione Rafforzare l’autodeterminazione è un elemento chiave della quotidianità professionale. Qui troverete semplici linee guida e strumenti utili per rafforzare l’autodeterminazione, creare formati inclusivi, mobilitare le risorse e incoraggiare le iniziative tra pari. Dare attuazione ai diritti dei minori YOUVITA La Convenzione sui diritti del fanciullo stabilisce i diritti fondamentali per i minori di 18 anni. Per aiutarvi ad attuarli in modo professionale, abbiamo sviluppato la piattaforma Kidlex.ch, che fornisce risorse, esempi e aiuto tramite un chatbot esperto in diritti dei minori. kidlex.ch | La piattaforma per l’attuazione dei diritti dei minori Di più Convention relative aux droits de l'enfant (CDE) Visiter le site Quality4Children Standards | Standards européens Télécharger Dare attuazione ai diritti delle persone in situazione di handicap INSOS La Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (CDPD) rappresenta il fondamento dei diritti delle persone in situazione di handicap. Per aiutarvi ad attuare questi diritti, qui trovate diversi ausili: il Piano d’azione (con raccomandazioni, strumenti e una raccolta di buone pratiche), la Bussola CDPD (presenta le 5 dimensioni centrali della CDPD e illustra l’approccio, le conoscenze e le competenze richieste) e il podcast Droits devant! (esamina la CDPD con le testimonianze di specialisti e persone interessate). Plan d’action CDPH | Pour la mise en œuvre des droits des personnes en situation de handicap Bussola CDPD | Guida per lavorare conformemente alla CDPD CDPD | Convenzione sui diritti delle persone con disabilità CDPD | Convenzione sui diritti delle persone con disabilità in lingua facile Accompagnamento per la sfera intima e la sessualità INSOS YOUVITA Vivere la propria sessualità, il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere è un bisogno fondamentale sancito dai diritti umani. Nel vostro istituto potete creare un contesto che rispetti questi diritti e consenta le relazioni e l’intimità in modo autodeterminato. Ecco alcuni suggerimenti per organizzare un accompagnamento rispettoso, sensibilizzare i vostri team e affrontare le questioni relative alla salute sessuale. Strumenti pratici La tua sessualità – I tuoi diritti ttps://performx.artiset.ch/cui/o/Artikel/Id=a0d21496-6747-4180-b643-cf460ff24ccf/PublicDetail Ordinare la brochure Internet e ssessualità (gioco di carte) Questo gioco di carte consente di affrontare temi delicati (come la pornografia, gli incontri online e il sexting) e gli aspetti giuridici legati alla sessualità su Internet. Accessibile ai giovani o alle persone con difficoltà di comprensione, facilita la discussione nelle istituzioni sociali o educative. Il gioco di carte è disponibile in tedesco o in francese. Ordinare la brochure Sessualità, intimità e vita di coppia Questa guida consente di accompagnare, all’interno degli istituti, le persone in situazione di handicap nelle questioni relative alla sessualità, all’intimità e alla vita di coppia. Fornisce informazioni di base, riferimenti giuridici e strumenti pratici, tra cui liste di controllo per organizzare e strutturare l’accompagnamento. Ordinare la brochure Consulenza, formazione e partner Centri di salute sessuale La Rete Salute Sessuale Svizzera offre un elenco di centri di consulenza. Il filtro «Sessualità e handicap» consente di trovare tutti i centri che lavorano in questo campo. I centri sono aperti sia ai professionisti dell’accompagnamento che alle persone con handicap. I professionisti risponderanno alle vostre domande nel rispetto della riservatezza. Consultare l’elenco Formazione Salute Sessuale Svizzera Salute Sessuale Svizzera offre corsi di formazione sulla salute sessuale e i rispettivi diritti in collaborazione con la rete di specialisti in salute sessuale. Consultare l’agenda Tutelare l’integrità CURAVIVA INSOS YOUVITA Consultate anche il tema Proteggere l’integrità delle persone. Fornisce elementi complementari sul diritto alla vita intima e alla sessualità. Andare alla pagina Rafforzare le competenze mediali INSOS YOUVITA Social network, messaggistica, giochi: per utilizzare i media digitali evitando i rischi sono necessarie competenze specifiche. Trasmettere queste competenze consente alle persone destinatarie di proteggersi dai rischi (truffe, incitamento all’odio, violenza, sexting, furto di dati) sostenendo al contempo la loro partecipazione sociale e l’autodeterminazione. Qui trovate strumenti e aiuti per sviluppare un approccio pedagogico ai media. Competenze mediali nelle istituzioni di pedagogia sociale, curativa e speciale | Guida | YOUVITA, BFF, Giovani e media | 2022 pdf, 2.5 MiB Download digitaltutti.ch | Digitale per tutti: assistere le persone con disabilità cognitive nell’uso dei media digitali Di più Assicurare una comunicazione adeguata INSOS L’informazione, la comprensione e l’espressione sono essenziali per la partecipazione sociale e l’autodeterminazione delle persone. È quindi importante che gli istituti garantiscano una comunicazione adeguata (lingua facile, CAA, lingua dei segni, strumenti di accessibilità ecc.). Lingua facile | Guida dell’UFPD Download Ampliare la scelta di alloggi per le persone in situazione di disabilità Le persone in situazione di handicap devono conoscere le possibili forme abitative per poter scegliere la propria. In linea con la CDPD, la tendenza è quella di disporre di più opzioni in ambito ordinario con un rafforzamento del sostegno ambulatoriale piuttosto che di puntare «tutto sulla dimensione istituzionale». Una fonte di modelli, aiuti e approcci per sostenere la scelta e l’accesso a forme abitative più flessibili. Vivere nella diversità Il progetto «Vivere nella diversità» promuove alloggi con assistenza inclusivi per persone affette da disturbi psichici, vicini al loro ambiente di vita. Fornisce buone pratiche, strumenti e percorsi d’azione per facilitare la ricerca di un alloggio, l’integrazione e una maggiore autodeterminazione. Vivre dans la diverstité Wohnen mit Vielfalt Piattaforma Mio posto La piattaforma meinplatz.ch riunisce le offerte di alloggio per adulti in situazione di handicap. Fornisce una panoramica delle forme abitative disponibili e i contatti dei servizi di consulenza che assistono nella ricerca o nel cambio di alloggio. Disponibile anche in lingua facile. Piattaforma Mio posto Abitare in modo autodeterminato Pro Infirmis mette a disposizione informazioni sulle possibili forme abitative, le procedure per accedervi e i sostegni disponibili. Indicazioni utili per accompagnare le persone nella scelta dell’alloggio adatto alle loro esigenze e preferenze. Abitare in modo autodeterminato Lavoro biografico per le persone anziane CURAVIVA Il lavoro biografico aiuta a comprendere meglio la vita di una persona e a trarne significato, punti di forza e competenze. Rafforza la relazione di accompagnamento e la qualità del rapporto. La migliore comprensione della vita aiuta anche ad adattare l’accompagnamento in modo più mirato. La nostra scheda fornisce riferimenti chiari per integrare il lavoro biografico nella vostra pratica professionale. travail_biographique_fiche_dinformation_curaviva_suisse_2020.pdf pdf, 352.4 KiB Download Autonomia Inclusione Diritto di protezione adulti e bambini Qualità di vita Partecipazione Atteggiamento orientato alla persona Autodeterminazione Spazio sociale CDPD CDI Raccomandare questo contenuto Newsletter Non si lasci sfuggire le ultime novità! Abbonati0%
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PaginaAffrontare le questioni di saluteAffrontare le questioni di salute Per la promozione della salute, la prevenzione, la gestione del dolore e della medicazione, gli indicatori della qualità o gli ausili medici, qui trovate un orientamento pratico, strumenti collaudati e basi legali per affrontare le questioni di salute in modo strutturato, sicuro e incentrato sulla persona. Promuovere la salute INSOS YOUVITA ZaZa Care – Promuovere in modo comprensibile la salute dentale dei bambini La piattaforma di conoscenza e apprendimento ZaZa Care aiuta le famiglie con bambini dai 2 ai 7 anni a trasmettere in modo ludico e comprensibile l’igiene orale, l’alimentazione e la visita dal dentista. I contenuti sono redatti in lingua facile e sono adatti sia alle famiglie sia agli operatori socioassistenziali, pedagogici e sanitari. ZaZa Care (in francese) Una buona assistenza nella terza età CURAVIVA INSOS Questa guida aiuta nell’attuazione sistematica e nel consolidamento strategico di buona assistenza nella terza età. Mostra come organizzare nella pratica l’assistenza psicosociale nella vita quotidiana, dall’inizio della giornata alla gestione dei pasti, dalle transizioni ai momenti di stress, fino al fine vita. Al contempo aiuta a garantire l’assistenza sul piano strategico, con linee guida, concetti di assistenza, modelli organizzativi, competenze e strumenti di gestione. La guida fornisce ai dirigenti un orientamento su come definire, gestire e organizzare finanziariamente una buona assistenza come prestazione autonoma. Essa offre agli operatori specializzati stimoli pratici su come migliorare l’autodeterminazione, la partecipazione e la qualità di vita dei residenti nella quotidianità, anche in caso di limitazioni cognitive o fisiche. La guida combina l’approccio e la struttura con esempi concreti di attuazione tratti dalla pratica e vi aiuta a lavorare in modo interprofessionale, a distinguere chiaramente l’assistenza dalle cure e a sfruttarne in modo mirato l’effetto preventivo, a beneficio di residenti, collaboratori e dell’istituto nel suo complesso. Download Buona assistenza nelle case di cura | Guida | ARTISET, CURAVIVA, Paul Schiller Stiftung | 2026 pdf, 1.5 MiB Download Buona assistenza nelle case di cura | Guida versione breve | ARTISET, CURAVIVA, Paul Schiller Stiftung | 2026 pdf, 463.1 KiB Download Versione cartacea Guida: Buona assistenza nelle case di cura Ordinare la versione cartacea Guida versione breve: Buona assistenza nelle case di cura Ordinare la versione cartacea Garantire la prevenzione CURAVIVA Qui trovate guide d’orientamento, misure pratiche e strumenti collaudati con cui potete integrare sistematicamente la prevenzione nella vostra quotidianità in istituto. Prevenzione delle infezioni Infezioni respiratorie acute: prevenzione e controllo Possiamo prevenire le infezioni respiratorie acute nelle istituzioni per anziani – o nel caso in cui si sviluppasse un focolaio – tenerle sotto controllo? In questa guida trovate le raccomandazioni più recenti. Particolarmente interessati sono i responsabili della prevenzione delle infezioni, le direzioni delle istituzioni, il personale specializzato medico e curante e gli uffici cantonali responsabili. Aggiornate le raccomandazioni alle vostre risorse umane e finanziarie, all’infrastruttura e all’organizzazione.Infezioni respiratorie acute: prevenzione e controllo | Guida | Comitato specializzato nella prevenzione delle infezioni nelle reti medico-sociali | 2023 Strategia nazionale NOSO – come contribuire La strategia NOSO mira a ridurre in modo duraturo il numero di infezioni negli ospedali e nelle case di cura in Svizzera. L’attenzione è rivolta alle infezioni correlate alla cura, al trattamento o alla degenza in una struttura (es. polmoniti, infezioni delle vie urinarie, infezioni delle ferite).Per il vostro istituto ciò significa in sostanza quanto segue: La prevenzione fa parte della responsabilità per la qualità Le infezioni devono essere registrate, analizzate e ridotte sistematicamente Le misure di protezione devono essere proporzionate e tenere conto della qualità della vita La prevenzione è intesa come un processo di miglioramento continuo Nominate una persona incaricata dell’igiene, ad esempio LINK Nurse Piano d’azione della Strategia NOSO nelle case per anziani e di cura | UFSP | 2025 Prevenzione delle dipendenze Le problematiche di dipendenza pongono i vostri team di cura e assistenza di fronte a requisiti tecnici, organizzativi ed etici. La nostra scheda informativa mostra a cosa gli istituti dovrebbero prestare attenzione per riconoscere precocemente un consumo problematico di determinate sostanze, gestirlo in modo professionale e sostenere efficacemente le persone colpite. Di seguito sono riassunte le conoscenze principali sulle dipendenze in età avanzata: 1. La dipendenza in età avanzata è frequente e spesso difficile da riconoscere Le persone anziane fanno parte del gruppo con la percentuale più elevata di consumo di alcol cronico a rischio. Anche l’assunzione regolare di sonniferi e tranquillanti aumenta notevolmente con l’età. Sintomi come cadute, confusione, problemi di memoria o apatia possono essere dovuti sia all’età che alla dipendenza e quindi spesso vengono diagnosticati troppo tardi.Per voi nella pratica ciò richiede Una particolare attenzione ai cambiamenti comportamentali. Non date per scontato che si tratti sempre di «fenomeni legati all’invecchiamento». Le osservazioni fatte nell’ambito delle cure e dell’assistenza sono fondamentali per la diagnosi precoce. 2. Alcol e medicamenti hanno effetti più marcati in età avanzata Con l’avanzare dell’età il metabolismo di alcol e medicamenti cambia. Un consumo costante può diventare improvvisamente problematico. Particolarmente rischiosa è la combinazione di alcol e medicamenti (es. sonniferi, tranquillanti, medicamenti per la pressione arteriosa).Rischi tipici sono: aumento del rischio di cadute e lesioni delirio, stato confusionale e declino cognitivo interazioni tra i vari medicamenti dipendenza in caso di assunzione prolungata (soprattutto benzodiazepine, farmaci Z) aumento del rischio di suicidio in caso di assunzione a lungo termine di determinati medicamenti Importante: in caso di sospetto di consumo misto è sempre necessaria una valutazione medica. 3. Diagnosi e intervento precoci sono decisivi L’obiettivo è riconoscere e correggere il consumo problematico prima che diventi dipendenza. A tal fine, il personale ha bisogno di orientamento e certezza su come agire.Strumenti collaudati sono: un concetto di intervento precoce come base comune formazione del personale sul riconoscimento e la gestione delle dipendenze svolgimento di colloqui motivanti anziché confronti di petto sostegno all’osservazione di sé (es. diario dei consumi) stretta collaborazione con il personale medico 4. Gestione delle dipendenze nella quotidianità delle cure: l’approccio e la struttura contano Assistere persone con problemi di dipendenza è impegnativo e può essere stressante. Sono decisive posizioni chiare a livello di istituto, procedure regolamentate e una collaborazione interprofessionale.Nella pratica si è dimostrato efficace quanto segue: regole e competenze chiare discussione strutturata dei casi collaborazione con l’aiuto per le dipendenze e i servizi specializzati coinvolgimento dei familiari, se nell’interesse della persona interessata documentazione accurata delle osservazioni e degli accordi Un atteggiamento professionale aiuta non solo le persone colpite, ma anche il personale. 5. Rispettare l’autonomia garantendo la protezione Una persona ha il diritto di consumare in modo rischioso o di rifiutare l’aiuto, a condizione che sia capace di discernimento e che non sussista alcun pericolo per sé o per gli altri. Al contempo, gli istituti hanno il dovere di fornire assistenza.In pratica ciò significa quanto segue: Rispettare le decisioni, anche se difficile professionalmente. Adottare misure di protezione ove sussista un pericolo. Richiedere accertamenti medici ed effettuare una riflessione etica. Evitare pressioni morali. È dimostrato che i trattamenti su persone anziane con problemi di dipendenza hanno successo: vale la pena aiutarle. Dipendenze e invecchiamento | Scheda informativa | CURAVIVA | 2025 Protezione contro il fumo passivo La protezione dal fumo passivo fa parte del vostro dovere di assistenza nei confronti dei residenti e del personale, ma è importante rispettare l’autodeterminazione dei residenti fumatori. Le risposte alle domande più importanti sono le seguenti: Si può fumare nelle camere private? Sì, se l’istituto lo consente e se la protezione degli altri residenti e del personale è garantita. Un divieto generale di fumare nelle camere private è ammesso, in particolare se lo richiedono la protezione dei lavoratori o le condizioni dell’edificio. Quali sono le regole per le aree comuni e di lavoro? È vietato fumare nelle aree comuni, nei locali di cura e di lavoro. Qui deve essere rigorosamente vietato fumare. Quando sono utili i fumoir? Se è consentito fumare all’interno dell’istituto, devono essere disponibili dei fumoir chiaramente delimitati. È importante assicurare quanto segue: aerazione efficiente e separata nessuna penetrazione del fumo in altre zone nessuna destinazione d’uso come spazio di soggiorno o di lavoro Cosa significa questo per il personale? Il personale non può essere obbligato a esporsi al fumo passivo. Le prestazioni di cura e assistenza devono essere organizzate in modo da garantire la sicurezza sul lavoro. Protezione dal calore Le persone anziane sono particolarmente a rischio a causa del caldo, poiché la sensazione di sete e la termoregolazione sono limitate. Misure preventive efficaci: assicurare un apporto regolare di liquidi creare ambienti freschi in cui trascorrere il tempo modificare la routine quotidiana (es. spostare le attività in momenti più freschi) offrire pasti leggeri e ben digeribili osservare in modo mirato i soggetti a rischio assicurare zone in ombra e ventilazione notturna soluzioni tecniche come ventilazione o condizionatori, ove opportuno L’obiettivo è prevenire tempestivamente complicazioni dovute al caldo, senza limitare la vita quotidiana degli ospiti. Prevenire la malnutrizione La carenza nutrizionale è un indicatore di qualità centrale nelle cure stazionarie di lunga durata. Il principale segnale di allarme di una carenza nutrizionale è una perdita di peso involontaria (es. ≥ 5% in 30 giorni o ≥ 10% in 180 giorni). Misure preventive collaudate: controlli regolari del peso documentazione strutturata analisi interprofessionale delle cause adeguamento dell’offerta alimentare assistenza mirata durante i pasti coinvolgimento di una consulenza nutrizionale IMQ | Malnutrizione | Scheda informativa | ARTISET, CURAVIVA, senesuisse | 2025 Prevenire le piaghe da decubito La prevenzione delle piaghe da decubito è un elemento fondamentale della qualità delle cure e della sicurezza dei pazienti. L’obiettivo è evitare dolori, infezioni e ulteriori oneri di cura e mantenere la qualità di vita dei residenti. Misure preventive collaudate: valutazione sistematica del rischio osservazione regolare della cute posizionamento corretto antidecubito mezzi ausiliari idonei alimentazione e apporto di liquidi sufficienti responsabilità e documentazione chiare IMQ | Piaghe da decubito | Scheda informativa | ARTISET, CURAVIVA, senesuisse | 2025 Piano pandemico nazionale CURAVIVA INSOS YOUVITA Il piano pandemico nazionale offre un orientamento per la preparazione e la gestione delle pandemie in Svizzera. Funge da base per i piani pandemici e di emergenza e supporta un approccio coordinato tra Confederazione, Cantoni e altri attori, nonché il vostro istituto. Perché il piano pandemico è rilevante per il vostro istituto? Anche se il piano pandemico non è giuridicamente vincolante, fornisce una linea guida: Illustra la ripartizione dei compiti e delle competenze tra Confederazione e Cantoni. Aiuta a inquadrare il proprio ruolo e le proprie responsabilità in caso di pandemia. Vi sostiene nell’allestimento o nella verifica sistematica dei vostri piani pandemici e di crisi. Cosa potete fare nella pratica? Il piano pandemico combina basi strategiche e moduli pratici per il monitoraggio, la prevenzione e la gestione di una pandemia. Comprende liste di controllo e ausili pratici che facilitano l’attuazione nella quotidianità del vostro istituto. Per prepararsi si consigliano le seguenti misure: Utilizzate il piano pandemico come quadro di riferimento per i vostri processi interni. Chiarite per tempo competenze e interfacce. Integrate gli aspetti pandemici specifici nella vostra attuale gestione delle crisi. Esercitatevi regolarmente sulle procedure per essere sempre in grado di agire in caso di emergenza. Al piano pandemico nazionale Consultare direttamente le checklist Pianificazione sanitaria anticipata (PSA) CURAVIVA INSOS La pianificazione sanitaria anticipata consente di fare chiarezza in merito a decisioni mediche prima di eventuali crisi. In particolare, serve a garantire che i desideri delle persone bisognose di assistenza siano espressi tempestivamente, documentati correttamente e considerati affidabilmente nella cura e assistenza quotidiana. Organizzare il fine vita Una pianificazione sanitaria anticipata è un elemento fondamentale per un accompagnamento rispettoso del fine vita. Fornisce agli specialisti una comprensione chiara e trasparente degli obiettivi terapeutici, aiutandoli a prendere decisioni nell’interesse della persona interessata, anche in caso di incapacità di discernimento. Per saperne di più Mandato precauzionale: orientamento e modello di documento Il mandato precauzionale disciplina chi è autorizzato a rappresentare una persona in questioni personali, mediche, finanziarie e legali in caso di incapacità di discernimento. Qui trovate informazioni in merito e un modello con un’introduzione comprensibile al mandato precauzionale ai sensi del diritto di protezione degli adulti (art. 360 segg. CC), indicazioni su requisiti di forma, conservazione e revoca, una chiara visione d’insieme dei settori di competenza (cura della persona, cura del patrimonio, rappresentanza nelle relazioni giuridiche), un modello di documento da scrivere di proprio pugno, adatto alla consulenza e all’accompagnamento dei residenti, raccomandazioni pratiche sugli aspetti a cui gli istituti e gli specialisti dovrebbero prestare attenzione. Erwachsenenschutzrecht | Informationen zum Vorsorgeauftrag und Musterdokument | CURAVIVA, INSOS | 2025 pdf, 1.8 MiB Download Droit de la protection de l’adulte | Informations relatives au mandat pour cause d’inaptitude et modèle de document | CURAVIVA, INSOS | 2025 pdf, 1.9 MiB Download Comprendere il dolore CURAVIVA INSOS Questi strumenti vi aiutano a riconoscere precocemente il dolore, a classificarlo e a trattarlo in modo mirato. Riconoscere e rilevare il dolore Come si fa a capire se le persone bisognose di assistenza sentono dolore e a classificarlo in modo affidabile? L’indicatore medico della qualità (IMQ) «Dolore» raccomanda di procedere secondo i seguenti principi: Autovalutazione, se possibilePonete domande alla persona interessata servendovi di una scala di rating verbale (VRS). Valutazione esterna se l’autovalutazione non è (più) possibilePrendete una scala di valutazione (es. BESD) e osservate in particolare quanto segue: respirazione ed espressioni sonore espressione del viso tensione del corpo e movimento reazione al contatto o al conforto Attenzione: sul piano clinico, l’autovalutazione è considerata il gold standard. Per le persone con limitazioni cognitive o delle capacità comunicative è consigliabile combinare autovalutazione e valutazione esterna. La procedura standardizzata secondo l’IMQ aumenta la comparabilità, migliora la comunicazione all’interno del team e supporta decisioni terapeutiche fondate. IMQ | Dolore | Scheda informativa | ARTISET, CURAVIVA, senesuisse | 2025 pdf, 715.6 KiB Download IMQ | Dolore: Autovalutazione | Poster | ARTISET, CURAVIVA, senesuisse | 2025 pdf, 1.9 MiB Download IMQ | Dolore: Osservato | Poster | ARTISET, CURAVIVA, senesuisse | 2025 pdf, 1.9 MiB Download Particolarità per le persone anziane con handicap permanenti Questa guida aiuta a riconoscere precocemente e a classificare correttamente il dolore nelle persone anziane con handicap permanenti, anche quando non riescono a esprimersi o sono in grado di farlo solo in misura limitata. Prevenzione per gli anziani in situazione di handicap | Guida | CURAVIVA, INSOS | 2022 pdf, 508.5 KiB Download Principali raccomandazioni della guida 1. Comprendere i cambiamenti comportamentali come possibile manifestazione di dolore Spesso le persone affette da handicap permanente non sono in grado di spiegare a parole il dolore o lo sono solo in misura limitata. Pertanto un comportamento insolito o diverso deve essere sempre preso sul serio e considerato a livello medico.In particolare prestare attenzione ai seguenti aspetti: cambiamenti di mimica, gestualità, postura isolamento, apatia, svogliatezza o rifiuto irrequietezza, urla, pianto o aggressività cambiamenti nell’attività, nel sonno o nel comportamento sociale segnali fisici come sudorazione, tremori, aumento della frequenza respiratoria o del polso 2. Conoscere le cause frequenti del dolore Molti dolori passano inosservati perché sono inattesi o sono classificati in modo errato. Particolarmente frequenti sono i seguenti: problemi dentali e orali infezioni delle vie urinarie problemi digestivi mal di testa e dolori articolari tensioni muscolari ausili regolati male dolori in caso di handicap motorio di origine cerebrale stress psichico, ansia o esperienze di perdita 3. Osservare sistematicamente il comportamento Poiché spesso manca il linguaggio, lo strumento più importante è l’osservazione strutturata.Nella routine è importante quanto segue: descrivere le osservazioni oggettivamente, senza interpretare documentare i cambiamenti nel tempo confrontare le situazioni (prima/dopo la cura, la mobilizzazione, i pasti) 4. Impiegare attivamente la comunicazione aumentativa e alternativa Anche quando il linguaggio è limitato, ci sono molti modi per smascherare il dolore: linguaggio semplice e chiaro ripetizioni, frasi brevi gestualità, mimica, indicare comunicazione aumentativa e alternativa (CAA) con immagini, pittogrammi o termini chiave 5. Agire a livello interprofessionale Il riconoscimento del dolore è possibile solo con l’interazione di personale infermieristico e di assistenza specialisti sanitari specialisti terapeutici e sociopedagogici familiari e rappresentanti legali Disciplinare l’approvvigionamento sanitario e dei medicamenti CURAVIVA INSOS YOUVITA Un approvvigionamento sanitario e di medicamenti sicuro richiede responsabilità chiare, procedure strutturate e una stretta collaborazione tra personale infermieristico, medico e di farmacia. Qui trovate strumenti ausiliari concreti e guide collaudate. Cosa comprende un approvvigionamento sicuro di medicamenti? Un approvvigionamento strutturato di medicamenti comprende tutte le fasi seguenti: prescrizione medica e controllo periodico acquisto, stoccaggio e approntamento preparazione e somministrazione osservazione dell’azione e degli effetti collaterali documentazione completa e comprensibile Sono decisive la chiara ripartizione dei compiti e la stretta collaborazione interprofessionale tra personale infermieristico, medico e di farmacia. Usate la guida nella pratica per chiarire responsabilità, processi e interfacce e per ottenere indicazioni sulle alternative non farmacologiche.Approvvigionamento di medicamenti nelle case di cura | Guida | CURAVIVA, pharmaSuisse | 2025 Come gestire la polimedicazione? La polimedicazione indica l’assunzione contemporanea di molti principi attivi e aumenta il rischio di effetti collaterali, cadute, delirio, ospedalizzazioni e peggioramento della qualità di vita.In pratica ciò implica quanto segue: Tenere sempre sott’occhio il numero di principi attivi. Utilizzare l’IMQ Polimedicazione come strumento di allerta preventiva. Effettuare regolarmente revisioni interprofessionali della terapia. Orientare gli obiettivi terapeutici a qualità di vita e funzionalità, non solo alle linee guida delle singole patologie. Ausili per voi nella pratica con regole di conteggio chiare, interpretazioni e spunti di miglioramento.IMQ | Polifarmacia | Scheda informativa | ARTISET, CURAVIVA, senesuisse | 2025 A cosa occorre prestare particolare attenzione nel caso delle persone anziane con handicap permanenti? Spesso in questo gruppo di persone le malattie e gli effetti collaterali non sono tipici. Dolori, malessere o effetti indesiderati si manifestano spesso tramite alterazioni comportamentali. Per voi nella pratica ciò significa quanto segue: In caso di disturbi comportamentali pensate sempre anche alle cause somatiche. Le osservazioni quotidiane sono fondamentali e devono essere sottoposte al parere del medico. I medicamenti devono essere verificati regolarmente per verificarne la necessità, il dosaggio e la tollerabilità. Devono essere considerate sempre anche misure non farmacologiche. Questa guida aiuta a valutare quando i medicamenti sono utili e quando no:Prevenzione per gli anziani in situazione di handicap | Guida | CURAVIVA, INSOS | 2022 Come gestire i neurolettici in modo responsabile? I neurolettici possono essere impiegati solo se: c’è un’indicazione chiara, le misure non farmacologiche sono già state vagliate, la persona interessata o la persona con diritto di rappresentanza ha dato il suo consenso informato. Il presente modulo offre una base giuridicamente sicura per l’informazione, il consenso e la documentazione:Neurolettico: Modulo di informazione e consenso | CURAVIVA, senesuisse | 2023 Chi decide in merito alle misure mediche nell’aiuto all’infanzia e alla gioventù? Per i minori assistiti al di fuori della famiglia, un’assistenza sanitaria coordinata è fondamentale. Per il vostro istituto è importante quanto segue: Chiarire per tempo competenze e facoltà decisionali. Assicurarsi che vi sia un referente medico fisso. Documentare i dati sanitari in modo comprensibile e sicuro in caso di passaggio di consegne. Coinvolgete attivamente bambini e adolescenti, a seconda della loro capacità di discernimento. In questa pagina sono riportate raccomandazioni, argomentazioni, linee guida e liste di controllo sull’assistenza sanitaria ai minori in famiglie affidatarie e istituti:Minori in affidamento | Pediatria Svizzera Chi dispone di competenze per le attività medico-tecniche? Gli specialisti possono essere impiegati solo nell’ambito delle competenze che hanno acquisito in una formazione regolamentata. Quando si ampliano le competenze tramite corsi di perfezionamento, si entra in una zona grigia in termini giuridici. Per evitare rischi, è fondamentale un’accurata classificazione dei compiti e delle responsabilità. Qui trovate informazioni e strumenti pratici che vi aiutano a garantire la certezza del diritto nell’impiego degli specialisti.Per saperne di più Indicatori medici della qualità (IMQ) CURAVIVA Das KVG gibt vor, dass Sie als Alters- und Pflegeinstitution Ihre Pflegeleistungen hinsichtlich Wirtschaftlichkeit und Qualität überwachen. Hierfür erfassen Sie Daten bei der alltäglichen Pflege der Bewohnenden in Dokumentationssystemen (Pflegedokumentation und Bedarfsermittlung) und übermitteln diese jährlich dem Bundesamt für Statistik (BFS). Das Bundesamt für Gesundheit (BAG) wertet die erhaltenen Daten zu den medizinischen Qualitätsindikatoren (MQI) aus und publiziert jährlich Statistiken auf Heimebene. Hier finden Sie sowohl die Publikationen als auch die Kommentare der Pflegeheime dazu. Pubblicazioni dell’UFSP e prese di posizione delle aziende MQI – Statistiken zu Pflegeheimen | IQM – Statistiques des EMS | IMQ – Statistiche sulle case di cura | 2024 pdf, 3.5 MiB Download Kommentare Pflegeheime | Commentaires EMS | Commenti case di cura | 2024 pdf, 149.7 KiB Download MQI – Statistiken zu Pflegeheimen | IQM – Statistiques des EMS | IMQ – Statistiche sulle case di cura | 2023 pdf, 3.8 MiB Download Kommentare Pflegeheime | Commentaires EMS | Commenti case di cura | 2023 pdf, 148.1 KiB Download MQI – Statistiken zu Pflegeheimen | IQM – Statistiques des EMS | IMQ – Statistiche sulle case di cura | 2022 pdf, 3.5 MiB Download Kommentare Pflegeheime | Commentaires EMS | Commenti case di cura | 2022 pdf, 158.5 KiB Download MQI – Statistiken zu Pflegeheimen | IQM – Statistiques des EMS | IMQ – Statistiche sulle case di cura | 2021 pdf, 3.0 MiB Download Kommentare Pflegeheime | Commentaires EMS | Commenti case di cura | 2021 pdf, 142.9 KiB Download Sviluppare la qualità delle cure sulla base dei dati CURAVIVA NIP-Q-UPGRADE Nell’ambito di un programma di implementazione nazionale (NIP-Q-UPGRADE), la Commissione federale della qualità (CFQ) ha incaricato CURAVIVA e senesuisse dell’ulteriore sviluppo della qualità dell’assistenza nelle case di cura e per anziani al fine di migliorare il benessere dei residenti. Ciò avviene in base a dati oggettivi, in particolare dati IMQ. Qui trovate gli strumenti che supportano uno sviluppo della qualità delle cure basato su dati. Agli strumenti Ai risultati del programma Predisporre i mezzi ausiliari medici CURAVIVA INSOS YOUVITA I mezzi ausiliari medici sono fondamentali per la mobilità, la comunicazione, l’autonomia e la sicurezza delle persone bisognose di assistenza. Qui trovate risposte alla seguente domanda: cosa fa parte della dotazione di base e cosa bisogna richiedere e finanziare in modo specifico per ogni persona? Quali mezzi ausiliari fanno parte della dotazione di base del vostro istituto? Non esiste una lista unica per tutta la Svizzera. Secondo gli accordi sulle prestazioni e di finanziamento (LAMal, CISI, disposizioni cantonali), ci si aspetta tuttavia che gli istituti forniscano un’infrastruttura di base atta a fornire assistenza e cure sicure. La dotazione di base per gli istituti comprende in genere: sedie a rotelle standard e ausili per la deambulazione ausili per la doccia e i servizi igienici semplici ausili di posizionamento e sollevamento ausili di base della comunicazione aumentativa e alternativa (CAA) utilizzabili da più persone Non fanno parte della dotazione di base i mezzi ausiliari personalizzati e specifici per la persona, come ad esempio: sedie a rotelle elettriche apparecchi acustici individuali computer vocali personali o dispositivi CAA In linea di massima, queste dotazioni vengono verificate e finanziate nell’ambito delle prestazioni per singole persone tramite le assicurazioni sociali. Chi ha diritto ai mezzi ausiliari medici? A seconda dello scopo e del gruppo di persone, entrano in gioco diverse assicurazioni sociali: Assicurazione invalidità (AI) Il diritto sussiste se sono necessari mezzi ausiliari per: esercitare un’attività lucrativa o una sfera di mansioni, seguire una formazione o un corso di formazione, affrontare la quotidianità possibilmente in autonomia (movimento, cura di sé, comunicazione). Assicurazione malattia obbligatoria (LAMal) L’assicurazione di base rimborsa i mezzi ausiliari che: consentono il trattamento o il monitoraggio di una malattia, figurano nell’elenco dei mezzi e degli apparecchi (EMAp) (es. ausili per la deambulazione, sedie a rotelle, ausili per l’incontinenza, strumenti di misurazione). Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) I beneficiari dell’AVS ricevono contributi per determinati mezzi ausiliari (es. sedie a rotelle, apparecchi acustici), a condizione che siano riportati nell’elenco dei mezzi ausiliari AVS. A determinate condizioni, i mezzi ausiliari già acquistati tramite l’AI possono continuare a essere utilizzati (garanzia dei diritti acquisiti). Chi si assume i costi? AI: mezzi ausiliari in versione semplice, adeguata ed economica (prestito o contributi alle spese). LAMal/EMAp: assunzione dei costi fino all’importo massimo rimborsabile stabilito. Nelle case di cura medicalizzate vigono talvolta regole specifiche. AVS: contributi forfettari secondo l’elenco esaustivo dei mezzi ausiliari. Prestazioni complementari (PC): possono assumere i costi residui come costi di malattia o disabilità se AI/LAMal/AVS non sono sufficienti. Chi presenta la richiesta di mezzi ausiliari? In linea di principio la persona interessata stessa oppure il proprio rappresentante legale (genitori, curatore, mandatario precauzionale). Il vostro ruolo come istituto: fornire supporto nel rilevamento dei bisogni, nella documentazione e nel coordinamento, tuttavia non potete fungere da avente diritto. Modalità di richiesta: Mezzi ausiliari AI/AVS: richiesta presso l’ufficio AI del Cantone di domicilio LAMal/EMAp: prescrizione medica, gestione tramite fornitori e cassa malati Consulenza supplementare/finanziamento: es. Pro Infirmis, Pro Senectute o servizi specializzati Come organizzare l’acquisto di mezzi ausiliari? L’acquisto di mezzi ausiliari medici fa parte del sistema di approvvigionamento del vostro istituto. Oltre ai criteri specialistici (qualità, idoneità, compatibilità), occorre tener conto anche delle disposizioni del diritto sugli appalti pubblici. Supporto per voi nella pratica:Organizzare gli acquisti Autonomia Etica Assistenza integrata Collaborazione interprofessionale Intervento Diritto di protezione adulti e bambini Competenze Qualità di vita Atteggiamento orientato alla persona Prevenzione Qualità Diritto Autodeterminazione CDPD CDI Raccomandare questo contenuto Newsletter Non si lasci sfuggire le ultime novità! Abbonati0%
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PaginaGestire la transizioneGestire la transizione Ingresso nel mondo del lavoro, uscita da un istituto, cambiamento della situazione abitativa o lavorativa e trasferimento in una casa di cura. Queste sono tutte transizioni che non riguardano solo le strutture, ma anche le situazioni di vita individuali, le relazioni e l’immagine che una persona ha di se stessa. Qui trovate strumenti utili per una pianificazione tempestiva, un affiancamento professionale e una gestione partecipativa delle transizioni. Pianificare e affiancare tempestivamente le transizioni CURAVIVA INSOS YOUVITA Perché le transizioni avvengano nel miglior modo possibile, è opportuna una preparazione tempestiva e partecipativa. Date un orientamento chiaro illustrando aspettative e opzioni, avviando il sostegno necessario e coinvolgendo attivamente la persona interessata. Si sono dimostrati validi i seguenti metodi: colloqui tempestivi su desideri, preoccupazioni e prospettive, pianificazione realistica con tempo sufficiente, competenze chiare e buon coordinamento, stretta collaborazione con familiari, curatori e uffici esterni. Le transizioni rappresentano un processo. Pianificate con cognizione le fasi di congedo, transizione e arrivo. Dalla scuola al mondo del lavoro INSOS YOUVITA Tutti i giovani hanno diritto a una prospettiva professionale idonea. Per un passaggio ben riuscito dalla scuola alla vita professionale – in particolare per i giovani con handicap e bisognosi d’assistenza – sono necessari un orientamento tempestivo, conoscenze reali e una definizione chiara del sostegno sul posto di lavoro o di formazione. Ecco gli elementi fondamentali: Iniziare per tempo: chiarire insieme sin dall’inizio gli interessi professionali e i punti di forza; quindi per tempo e non quando finisce la scuola. Permettere di farsi un’idea: organizzare stage di orientamento e praticantati in modo che i giovani possano sperimentare attività concrete e ricevere riscontri. Definire obiettivi in modo realistico: pianificare gli obiettivi a piccoli passi. Chiarire per tempo il sostegno sul posto di lavoro: chi offre assistenza? Quali adeguamenti servono? Chi è l’interlocutore (azienda, scuola, AI, istituto)? Garantire il finanziamento: chi si assume i costi di formazione e mantenimento durante la formazione? Ricorrere al portale orientamento.ch Qui trovate il portale ufficiale svizzero per l’orientamento professionale, universitario e di carriera completo di: profili professionali, requisiti, video e liste di controllo per la scelta professionale indirizzi degli uffici cantonali d’orientamento professionale e informazione (uffici d’orientamento) orientamento.ch Usare il portale orientamento.ch per le persone in situazione di handicap Qui trovate: informazioni sui corsi di formazione professionale e scolastica di persone in situazione di handicap indicazioni sulla compensazione degli svantaggi e sulle misure di sostegno nel contesto formativo orientamento sugli uffici competenti per ogni cantone orientamento.ch Coinvolgere tempestivamente l’AI L’AI lavora secondo il principio «priorità dell’integrazione sulla rendita» e sostiene i giovani nel passaggio dalla scuola alla formazione e al lavoro. Questo foglio informativo illustra quali strumenti dell’AI potete utilizzare nella pratica, anche insieme alle aziende formatrici. Qui trovate: Accompagnamento: sostegno costante e vincolante prima, durante e tra le varie misure, anche per i datori di lavoro. Provvedimenti di integrazione (per persone di età inferiore a 25 anni): aumentare e stabilizzare la capacità di presenza e il rendimento, nonché stabilizzare la personalità, in preparazione alla formazione o all’assunzione di un posto di lavoro. Orientamento professionale: accertamenti approfonditi, test e prove pratiche di possibili indirizzi professionali per garantire il contesto adatto. Prima formazione professionale: in presenza di determinate condizioni, l’AI si assume spese supplementari dovute all’invalidità (ad esempio per trasporto o ripetizioni). Collocamento e job coaching: sostegno nella ricerca di un impiego, nell’allestimento dei dossier di candidatura e nella preparazione ai colloqui di assunzione e acquisizione da parte di potenziali datori di lavoro. Lavoro a titolo di prova: grazie a una convenzione chiara, le aziende possono testare i giovani nella quotidianità lavorativa fino a un massimo di 180 giorni. Provvedimenti d’integrazione professionale dell’AI | Opuscolo | AI | 2024 Utilizzare il certificato individuale delle competenze (CIC) Il certificato individuale delle competenze (CIC) mette in luce le competenze di una persona, anche se questa non ha conseguito alcun diploma in una formazione riconosciuta. Il CIC documenta le competenze acquisite in forma standardizzata e migliora la capacità di connessione al mercato del lavoro e nel sistema formativo.Qui trovate: un portale specialistico con informazioni sull’impiego e i vantaggi del CIC indicazioni sull’impiego del CIC nel contesto della formazione pratica e di altre formazioni non formali Certificato individuale delle competenze (CIC) Offrire orientamento ai giovani Per i giovani che necessitano di informazioni in lingua facile, qui potete trovare: spiegazioni a bassa soglia sui percorsi formativi (AFC, CFP, FoPra, offerte di formazione transitoria) indicazioni su come ottenere consulenza e supporto nella ricerca di un posto di tirocinio Formazione professionale per persone in situazione di handicap Transizione alla vita adulta – Leaving Care INSOS YOUVITA L’uscita da un istituto con il raggiungimento della maggiore età è una sfida per molti giovani adulti. Avvengono contemporaneamente diverse transizioni, spesso con risorse limitate e una rete di supporto instabile. In qualità di specialisti dell’aiuto alla gioventù extrafamiliare, siete chiamati a riflettere sistematicamente sull’accompagnamento alla transizione e sull’assistenza successiva. I fattori di successo fondamentali per un avvio positivo della vita adulta indipendente sono: pianificazione tempestiva dell’uscita, affiancamento dopo l’uscita, chiarimento della situazione abitativa, finanziaria, formativa/lavorativa e relazionale, sensibilizzazione dei team in merito alla situazione dei Care Leaver. Sostegno specialistico Il centro di competenza Leaving Care offre consulenza, affiancamento nei processi, supporto del caso, basi e conoscenze per poter accompagnare i giovani in modo ottimale. Centro di competenza Leaving Care Cambiamento della situazione abitativa CURAVIVA INSOS YOUVITA In caso di cambiamento nella situazione abitativa, ad esempio un passaggio a un’offerta ambulatoriale, un cambio nell’ambito di un’offerta abitativa o un trasloco a causa di un crescente bisogno di cure, è possibile garantire un buon affiancamento grazie a questi principi: pianificare tempestivamente le transizioni, riconoscendo i desideri della persona interessata consentire una partecipazione coerente della persona interessata coinvolgere familiari, curatori e operatori specializzati consentire visite, soggiorni di prova e fasi di transizione chiarire le questioni finanziarie gestire con responsabilità il congedo e l’arrivo Come orientamento, qui trovate una breve spiegazione delle diverse forme abitative per persone bisognose di assistenza: Forme abitative classiche: appartamento o casa di proprietà con assistenza puntuale (es. Spitex, prestazioni di assistenza) Abitazione condivisa: comunità abitative, progetti multigenerazionali, centri abitativi senza prestazioni di cura ecc. Abitazioni con servizi socioassistenziali: appartamenti con prestazioni di base e supplementari, referente sul posto Centri abitativi decentrati con cura e assistenza intensiva: centri abitativi specializzati per persone anziane, con handicap o demenza Forme abitative stazionarie: strutture sociosanitarie e istituti per persone in situazione di handicap in ambienti residenziali Kategorisierung Wohnformen | Faktenblatt | CURAVIVA | 2022 pdf, 748.5 KiB Download Catégorisation des formes d’habitat | Fiche d’information | CURAVIVA | 2022 pdf, 676.8 KiB Download Consulenza per il cambio di abitazione per persone in situazione di handicap In caso di cambio di abitazione vale la pena rivolgersi per tempo a una consulenza esterna. Le organizzazioni specializzate aiutano a chiarire esigenze, finanziamento e offerte adeguate. Gli interlocutori principali sono: Pro Infirmis – Consulenza per persone in situazione di handicap e loro familiari Procap – Supporto per questioni legali e in materia di assicurazioni sociali insieme (in francese) – Accompagnamento di persone con disturbi cognitivi Cambiamento della situazione lavorativa INSOS In caso di cambiamenti della situazione lavorativa, ad esempio a causa di nuove condizioni di salute, di nuovi interessi o mutate capacità lavorative, in qualità di operatori specializzati potete svolgere un importante ruolo di supporto. Le misure consigliate sono: esaminare i campi di lavoro adatti insieme alla persona interessata, conoscere le offerte esistenti nel primo o secondo mercato del lavoro, preparare con cura i cambiamenti e seguire da vicino le transizioni, conoscere e coordinare tempestivamente le offerte di sostegno esistenti. Promuovere la partecipazione professionale In questa pagina trovate tutte le informazioni sulla formazione pratica e sulla partecipazione delle persone in situazione di handicap. Per saperne di più Da casa propria alla casa di cura CURAVIVA Al momento dell’ingresso in casa di cura, in qualità di operatori specializzati svolgete un’essenziale funzione di orientamento e accompagnamento per ospiti e loro familiari. Grazie a una preparazione accurata potete creare sicurezza, chiarire le aspettative e gettare così le basi per un inizio positivo nel nuovo contesto di vita. Ecco i punti principali: Chiarire finanziamento e competenze Chiarite chi si assume il finanziamento delle cure (LAMal, prestazioni complementari, finanziamento residuo cantonale). Chiarite le competenze in caso di ammissioni sovracantonali o se l’istituto non si trova nel luogo di domicilio attuale. Informate per tempo sulle possibili conseguenze finanziarie. Avviare un processo strutturato di registrazione e ingresso Pianificate un colloquio personale prima della stipula del contratto per chiarire esigenze, aspettative e domande in sospeso. Fornite informazioni trasparenti su prestazioni, routine quotidiana, partecipazione e regole dell’istituto. Redigere un contratto di pensione scritto come base legale In caso di degenza prolungata in un istituto di cura è necessario un contratto scritto di assistenza o di pensione, che disciplina in modo vincolante le prestazioni dell’istituto e il compenso dovuto. Buono a sapersi: Il contratto di pensione non è un contratto di locazione, bensì un contratto di accoglienza ai sensi del Codice civile. Resta valido anche in caso di insorgenza dell’incapacità di discernimento. Per le persone incapaci di discernimento, il contratto deve essere firmato dalla persona con diritto di rappresentanza secondo il sistema a cascata (art. 378 CC). Un contratto di pensione disciplina tra l’altro: prestazioni alberghiere e di cura tariffe e fatturazione termini di disdetta (anche in caso di decesso) diritti e obblighi dei residenti gestione dell’incapacità di discernimento, del mandato precauzionale e delle direttive anticipate del paziente protezione dei dati, libertà di movimento e altri ambiti sensibili Questo modello soddisfa i requisiti legali minimi del diritto di protezione degli adulti (art. 382 CC), contiene pratici moduli di testo per la prestazione e il compenso, può essere adattato alle esigenze cantonali e aziendali. Mustervorlage Pensionsvertrag | Arbeitsinstrument | CURAVIVA | 2019 docx, 35.0 KiB Download Modèle de contrat d'hébergement | Instrument de travail | CURAVIVA | 2019 docx, 35.0 KiB Download Dall’istituto alla casa di cura CURAVIVA INSOS Sempre più persone in situazione di handicap permanente raggiungono un’età avanzata. Con l’aumento del fabbisogno di cure, anche il trasferimento a una struttura sociosanitaria acquisisce importanza. Se questa transizione viene seguita con attenzione, si aprono spazi d’azione per tutte le persone coinvolte. Fondamentali per una transizione ben riuscita dall’istituto alla casa di cura sono: accompagnamento coerente con la vita della persona interessata, garanzia di autodeterminazione e qualità della vita, stretta collaborazione tra tutte le parti coinvolte. Questa scheda informativa offre un’introduzione alla gerontologia con particolare attenzione alle persone in situazione di handicap permanente, alle loro situazioni di vita, ai loro desideri e alle loro esigenze in età avanzata. Gerontologie | Faktenblatt | CURAVIVA | 2020 pdf, 472.9 KiB Download Gérontologie | Fiche d’information | CURAVIVA | 2020 pdf, 470.6 KiB Download Autonomia Inclusione Competenze Atteggiamento orientato alla persona Spazio sociale Raccomandare questo contenuto Newsletter Non si lasci sfuggire le ultime novità! Abbonati0%
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PaginaAccompagnare in caso di demenzaAccompagnare in caso di demenza In questa pagina sono disponibili strumenti collaudati nella pratica per l’accompagnamento professionale incentrato sulla persona con demenza. Otterrete un orientamento pratico per la cura, l’assistenza e l’organizzazione, grazie a basi concettuali, formazione e riflessione nel team, questioni legali e strutture idonee. Principi di base CURAVIVA INSOS DemCare: raccomandazioni per istituti di lungodegenza Le raccomandazioni DemCare aiutano a strutturare l’accompagnamento, l’assistenza, la cura e il trattamento delle persone affette da demenza in modo mirato alla persona. Gli strumenti di orientamento possono essere adeguati alle possibilità del vostro istituto. Le raccomandazioni DemCare servono come quadro di riferimento per elaborare i piani per il vostro istituto, come base di discussione per team e organi direttivi, per lo sviluppo della qualità nelle cure, nell’assistenza e nell’organizzazione, per sensibilizzare e formare il personale, per riflettere sulle strutture esistenti e sviluppare ulteriormente le vostre offerte per la demenza. Le raccomandazioni in breve: Instaurate un approccio orientato alla persona in tutto il team. Coinvolgete sistematicamente i familiari nell’assistenza e nelle decisioni. Organizzate l’assistenza in caso di demenza in modo interprofessionale. Affrontate i comportamenti problematici in modo mirato e con cognizione di causa. Strutturate l’architettura di ambienti e locali in modo adatto alla demenza. Rafforzate la qualificazione professionale e il supporto dei collaboratori. Rispettate l’autodeterminazione delle persone con demenza. Considerate cibo e bevande come parte integrante della qualità di vita. DemCare | Raccomandazioni per istituti di lunga degenza | Alzheimer Svizzera, PND, UFSP | 2024 pdf, 2.9 MiB Download Approccio: assistenza incentrata sulla persona CURAVIVA INSOS Mettere la persona al centro Un atteggiamento orientato alla persona vi consente di considerare adeguatamente e dare priorità agli interessi e alle esigenze delle persone bisognose di assistenza. Questa guida aiuta a consolidare sistematicamente nel vostro istituto la cura e l’assistenza mirate alla persona, illustrandovi come approccio, direzione, organizzazione e pratica devono interagire affinché l’approccio incentrato sulla persona sia efficace per residenti e personale. Ecco le raccomandazioni principali: Sviluppate all’interno del team un atteggiamento incentrato sulla persona e sancitelo in modo vincolante. Considerate l’approccio incentrato sulla persona come un compito dell’intero istituto, dalla direzione all’economia domestica. Strutturate la direzione e la cultura organizzativa all’insegna di stima, partecipazione e responsabilizzazione. Rafforzate sistematicamente le relazioni tra residenti, personale e familiari. Orientate la cura e l’assistenza in modo coerente con la vita, i bisogni e le risorse della persona in questione. Organizzate le giornate in modo flessibile (es. struttura della giornata, pianificazione delle cure, offerte). Create un ambiente accogliente, sicuro e familiare. Cercate di bilanciare accuratamente assistenza, protezione e autodeterminazione. Der Mensch im Zentrum | Leitfaden für Personenzentrierung | CURAVIVA | 2024 pdf, 208.9 KiB Download L’être humain au centre des préoccupations | Guide de l’approche centrée sur la personne | CURAVIVA | 2024 pdf, 226.2 KiB Download Formazione e riflessione CURAVIVA INSOS Intervisione per i team di cura e assistenza L’intervisione regolare aiuta i team a riflettere insieme su situazioni complesse, a ridurre lo stress e a sviluppare soluzioni sostenibili. La nostra guida all’intervisione mostra come organizzare ed eseguire sistematicamente un’intervisione auto-organizzata, ad esempio in base a situazioni di BPSD. La guida si rivolge a responsabili della formazione, dirigenti e team e funge da trait d’union tra le raccomandazioni DemCare e la pratica. Guida al lavoro di intervisione | CURAVIVA | 2025 pdf, 246.8 KiB Download Cura e assistenza nella quotidianità CURAVIVA Come reagire se si sospetta depressione, delirio o BPSD Gli strumenti di valutazione specifici per la demenza aiutano a riconoscere precocemente depressione, delirio e sintomi comportamentali e psicologici (BPSD), a classificarli correttamente e a reagire in modo mirato. Questo manuale aiuta a: valutare a livello professionale i cambiamenti nel comportamento, distinguere tra sintomi di demenza, depressione, delirio e BPSD, rilevare in modo strutturato osservazioni relative alla cura quotidiana e documentarle, prendere decisioni interprofessionali in modo comprensibile e motivato, ridurre lo stress per residenti e personale. Ecco i principi fondamentali di valutazione: Gli strumenti di valutazione devono essere impiegati regolarmente e in caso di cambiamenti rilevanti. In caso di sospetto, sono indispensabili valutazioni mirate per accertare le cause. Le osservazioni del personale infermieristico e assistenziale sono fondamentali e indispensabili. I risultati devono essere comunicati al medico specialista responsabile. Raccomandazioni pratiche: in caso di depressione: valutazioni esterne o autovalutazioni strutturate (es. scala di Cornell, GDS) in caso di delirio: individuazione precoce del rischio, prevenzione e screening immediato (es. DOS, CAM, 4AT) in caso di BPSD: rilevamento di frequenza, gravità e sollecitazione (es. NPI) e analisi sistematica delle cause Assessments bei Verdacht auf Depression, Delir oder BPSD | Handbuch | BAG | 2019 pdf, 2.2 MiB Download Évaluations en cas de suspicion de dépression, de délirium ou des SCPD | Manuel | OFSP | 2019 pdf, 1.4 MiB Download Un ulteriore e completo supporto per la gestione dei residenti che manifestano BPSD in relazione alla loro demenza è costituito dalla guida «Valutazione e terapia dei sintomi comportamentali e psicologici nelle persone affette da demenza». Valutazione e terapia dei sintomi comportamentali e psicologici nelle persone affette da demenza | Guida | CURAVIVA | 2026 pdf, 829.6 KiB Download Coinvolgere i familiari in modo mirato I familiari sono una risorsa importante – sia per i residenti sia per i professionisti. Le loro osservazioni sono particolarmente importanti qualora le persone interessate non siano in grado di fornire informazioni o lo siano solo in misura limitata. Affinché una collaborazione con i familiari sia proficua, è necessario definire chiaramente le condizioni quadro, condurre colloqui da pari a pari e individuare le esigenze reciproche. Qui trovate suggerimenti concreti su come attuare queste misure nella vostra istituzione. Per saperne di più Condizioni quadro etiche e giuridiche CURAVIVA INSOS Assistenza e trattamento in caso di demenza Il decorso della malattia, una possibile incapacità di discernimento e situazioni decisionali gravose generano spesso dilemmi etici. Le linee guida medico-etiche dell’Accademia Svizzera delle Scienze Mediche offrono un orientamento pratico per gli specialisti. Betreuung und Behandlung von Menschen mit Demenz | Richtlinien | SAMW | 2017 pdf, 2.4 MiB Download Prise en charge et traitement des personnes atteintes de démence | Directives | ASSM | 2017 pdf, 2.3 MiB Download Misure restrittive della libertà Le limitazioni della mobilità e della libertà sono disciplinate in modo chiaro sul piano giuridico e ammesse solo in condizioni severamente regolamentate. Devono essere proporzionate, limitate nel tempo, motivate, documentate e verificabili. Decisioni sul fine vita La demenza è una malattia incurabile. Colloqui tempestivi sugli obiettivi terapeutici e sulle direttive anticipate del paziente sono fondamentali. Qui trovate informazioni e strumenti riguardanti la pianificazione sanitaria anticipata (PSA). Per saperne di più Ambiente e architettura CURAVIVA INSOS Le persone affette da demenza hanno bisogno di un ambiente che consenta l’orientamento, trasmetta sicurezza e mantenga le capacità individuali. A seconda della gravità della malattia, sono adatti diversi ambienti e concetti costruttivi. Demenza lieve Solitamente i residenti affetti da demenza lieve possono essere ben assistiti nei reparti misti, beneficiando così dell’integrazione sociale e di procedure conosciute, a condizione che gli specialisti forniscano un supporto mirato in caso di: problemi di orientamento disturbi della memoria insicurezza aumentata nella vita quotidiana Come integrazione, si sono dimostrati validi centri diurni e notturni, utili soprattutto ad aiutare i familiari, consentono un’assistenza flessibile e adeguata alle esigenze. I centri diurni vengono utilizzati anche per alleggerire situazioni difficili nei reparti, ad esempio in caso di irrequietezza o comportamenti problematici. Demenza da moderata a grave Per le persone con demenza da moderata a grave si sono dimostrati particolarmente efficaci piccoli centri abitativi. I gruppi ottimali sono da sei a otto persone, così da consentire sia la vicinanza sociale che l’assistenza individuale. Questo modello è adatto anche a persone con handicap psichiatrici e demenza. Caratteristiche collaudate di questi centri abitativi sono: zona abitativa chiaramente delimitata nello spazio cucina abitabile come sala comune ulteriori spazi di soggiorno accesso diretto a uno spazio esterno protetto uscite protette per evitare fughe struttura della giornata chiara, ma flessibile accompagnamento coerente con la vita della persona interessata coinvolgimento dei familiari nella quotidianità e nell’assistenza personale adeguato con determinate competenze specialistiche È fondamentale un concetto d’accompagnamento orientato al benessere soggettivo e alla qualità di vita individuale. Demenza grave In stadio avanzato, in primo piano non ci sono più l’indipendenza o l’attivazione, bensì relazione, percezione sensoriale e sicurezza. La cura e l’accompagnamento sono personalizzati, dedicati e particolarmente accurati. La forma abitativa speciale per persone affette da demenza grave consiste nelle oasi di cura, strutture dotate di assistenza 24 ore su 24 e in gran parte dei casi non più mobili. Sono costituite da locali per quattro fino a sette persone e seguono uno specifico concetto di cura e organizzazione dello spazio. Caratteristiche distintive delle oasi di cura sono: ampie superfici di movimento (es. per letti di cura) possibilità di proteggere l’intimità spazi allestiti individualmente (foto, oggetti familiari) accesso diretto a uno spazio esterno bagno idoneo alla cura con carattere wellness illuminazione modulare antiabbagliamento protezione dalla sovrastimolazione acustica stimoli sensoriali mirati (musica, aromi, calore) Questa forma abitativa è oggetto di controverse discussioni a livello specialistico. Mentre i sostenitori vedono un miglioramento della qualità della vita, le voci critiche evidenziano rischi per la sfera privata e l’autodeterminazione. Un attento confronto concettuale ed etico è quindi fondamentale. Autonomia Etica Assistenza integrata Collaborazione interprofessionale Diritto di protezione adulti e bambini Competenze Qualità di vita Atteggiamento orientato alla persona Diritto Autodeterminazione Raccomandare questo contenuto Newsletter Non si lasci sfuggire le ultime novità! Abbonati0%